29 nov
di Michele Santeramo
con Fabio Facchini
produzione I Nuovi ETS
con il sostegno di PARC Firenze e Il Lavoratorio
Qui si racconta del primo campionato mondiale di calcio clandestino della storia. Le squadre sono composte da immigrati e abitanti del paese. Ecco sfidarsi per il titolo libici, marocchini, indiani, albanesi, polacchi, italiani, brasiliani e cinesi. In premio, il controllo sugli affari della malavita per un anno.
Il paese è un paese del Sud ma il Sud di cui si parla è sociale, un meridione a cui appartengono le persone, un Dappertutto Sud che è fatto di storie subìte, di persone che hanno pochi strumenti, e che tuttavia rivendicano il loro diritto a vivere. Il protagonista del racconto è un figlio di questo Dappertutto Sud, talento dai piedi vellutati della nazionale tricolore impegnata nel mondiale in questione. Ma a complicare le cose c’è una giovane indiana con due occhi “che sanno affogarti”. Assistiamo così al parallelo evolversi del mondiale e di un acerbo quanto tenue amore, che sboccia come un germoglio.
Un racconto in cui il calcio è solo la superficie di una narrazione più profonda: quella di un Dappertutto Sud che non è luogo ma condizione, di un amore giovane che prova a farsi spazio tra povertà, violenza e potere, e di una partita di pallone che diventa metafora di destino, scelta e perdita.
